Viaggio in Egitto – Il Cairo e il sito archeologico di Giza
Il nostro viaggio in Egitto parte dal sito archeologico di Giza e dalla capitale la Città del Cairo. Situata sulle rive del Nilo, il Cairo ospita i resti dello splendore del passato, edifici moderni, antichissimi vicoli e monumenti pieni di fascino. Se durante le vacanze in Egitto visitate la capitale, meta irrinunciabile è il Museo Egizio, il più affascinante del mondo, con oltre 136.000 reperti, tra cui la celeberrima Maschera di Tutankhamon.



Il nostro viaggio in Egitto continua con il sito archeologico di El Giza. Circa 25 km a sud ovest del Cairo, si trova la Necropoli di Giza (raggiungibile in taxi dall’aeroporto a 15/20€ a tratta), famosa per ospitare le tre più famose piramidi egizie, quelle di Cheope, unica delle sette meraviglie del mondo antico ancora esistente, di Chefren e di Micerino. Appartiene al sito anche l’enigmatica Sfinge, il cui volto rappresenta quasi certamente quello del sovrano Chefren.
Circa 30 km a sud del Cairo e non lontano da Giza, sorge Saqqara, un’altra bellisima necropoli, famosa sopratutto per la piramide a gradoni di Djoser, la più antica piramide del mondo, che vi consigliamo vivamente di visitare.

Viaggio in Egitto – Museo Egizio di Torino
Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo.
Nel 2019 il museo ha fatto registrare 853 320 visitatori, risultando il sesto museo italiano più visitato. Nel 2017 i Premi Travellers’ Choice di TripAdvisor classificano l’Egizio al primo posto tra i musei più apprezzati in Italia[6], al nono in Europa e al quattordicesimo nel mondo.
All’interno del museo sono presenti più di 37 000 pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all’epoca copta. I più importanti sono:
- la tomba intatta di Kha e Merit;
- il tempio rupestre di Ellesija;
- il Canone Reale, conosciuto come Papiro di Torino, una delle più importanti fonti sulla sequenza dei sovrani egizi;
- la Mensa isiaca, che i Savoia ottennero dai Gonzaga nel XVII secolo;
- la tela funebre, tessuto dipinto proveniente da Gebelein e scoperto nel 1930 da Giulio Farina;
- i rilievi di Djoser;
- le statue delle dee Iside e Sekhmet e quella di Ramses II, scoperte da Vitaliano Donati nel tempio della dea Mut a Karnak;
- il Papiro delle miniere d’oro;
- il sarcofago, il corredo e la pianta in scala della tomba della regina Nefertari;
- la Tomba di Maia, ricostruita nel museo.


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